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A seguito di chirurgia demolitiva mammaria per tumori, il chirurgo plastico può intervenire per ricostruire la mammella asportata dal chirurgo generale senologo; le possibilità di ricostruzione sono varie, dalla ricostruzione con protesi, lembi piu protesi o solo utilizzo di tessuti della paziente stessa (cute e grasso dell’addome); la chirurgia di prima scelta resta comunque, salvo controindicazioni specifiche, quella protesica.

Le modalità di ricostruzione sono sostanzialmente tre: ricostruzione tardiva: in presenza di mastectomia già precedentemente eseguita, si inizia l’iter ricostruttivo con impianto di espansore mammario (un palloncino sottocutaneo che dilaterà progressivamente la pelle) che, dopo un periodo di espansioni, generalmente settimanali, sarà successivamente sostituito da una protesi definitiva. In caso di necessità di chemioterapia non c'è controindicazione alla ricostruzione con espansore e protesi, ma in questo caso i tempi di espansione saranno un po' piu dilazionati nel tempo; in ogni caso, tra primo e secondo tempo ricostruttivo non dovrebbero passare più di sei mesi.


C’e’ poi la ricostruzione cosiddetta differita, e cioè la possibilità di impiantare l’espansore mammario in concomitanza dell’intervento demolitivo, risparmiando cosi alla paziente un tempo operatorio; in un successivo intervento, dopo adeguata espansione, potrà essere impiantata la protesi definitiva.

Infine esiste la possibilità di una ricostruzione cosiddetta immediata, cioè con l’impianto direttamente della protesi definitiva in sede di mastectomia senza passaggio attraverso l'espansione; questa procedura è perlopiù possibile solo in caso di mastectomie con adeguato risparmio di cute (skin sparing mastectomy, skin reducing, nipple sparing mastectomy). In casi particolari potrà essere eseguita una ricostruzione immediata con una cosiddetta protesi espandibile (o proresi di Becker) che può consentire una buona espansione della cute ed essere poi lasciata direttamente in sede.

Queste ultime due procedure chirurgiche necessitano della presenza simultanea e della stretta collaborazione tra chirurgo senologo e chirurgo plastico.

La ricostruzione dell’areola e del capezzolo sarà possibile con un ulteriore successivo piccolo intervento chirurgico ambulatoriale eseguibile in anestesia locale assistita, utilizzando un innesto di cute inguinale od un tatuaggio per l’areola ed un piccolo prelievo dalla mammella controlaterale o un piccolo lembo locale per il capezzolo.


L'utilizzo di lembi cutanei come il lembo miocutaneo di muscolo latissimo del dorso è generalmente adottato in quei casi in cui vi sia stata pregressa radioterapia o storia di particolari complicanze da pregressa chirurgia protesica.

Nella Sindrome di Poland, una rara malattia malformativa (circa un caso ogni 25000 nati) che può interessare il torace e l'arto superiore, può esserci interessamento (iposviluppo) della mammella femminile con possibile assenza di alcuni muscoli del torace e del complesso areola capezzolo; in questi casi è possibile effettuare una adeguata ricostruzione mammaria con tecniche diverse a seconda della gravità del caso (La Sindrome di Poland-Riv. Ital. Chir. Plastica-A. Massei, G.Salimbeni, D.Gandini, 26,1994)

Ricostruzione mammaria post mastectomia con protesi o lembi

Dott. MATTEO LENCIONIHome.html

Specialista in Chirurgia Plastica Ricostruttiva Estetica

Chirurgia plastica ricostruttiva ed estetitca
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